2 Giugno Festa della Repubblica, medaglia d’onore a Paolo Bicchieraro

 

Il 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica il Prefetto di Terni, dott. Paolo De Biagi, consegnerà ai famigliari di Paolo Bicchieraro la Medaglia d’Onore conferita dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani,, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra  e ai familiari dei deceduti.

La cerimonia si svolgerà presso i giardini pubblici La Passeggiata a Terni alle ore 10 e vi prenderà parte anche il sindaco di Parrano Valentino Filippetti.

Paolo Bicchieraro nato a S. Vito in Monte (TR)  il 13.10.1908 fu internato STALAG VII A, MOOSBURG (Germania) dal 08/09/1943 al 30/04/1945.

 

PARRANO, il CdA convoca l’assemblea generale dei soci del Consorzio Strade Vicinali di Manziano per il 21 aprile

Il 10 marzo si è riunito il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Strade Vicinali di Manziano. Il presidente Valentino Filippetti ha sottoposto ai membri del cda 

i seguenti argomenti :

 – Bilancio di Previsione 2018 
 – Stato dei progetti presentati sul PSR 
 – Programma dei Lavori di manutenzione 2018
 – Gestione finanziaria del consorzio
 – Recupero crediti e proposta del Comune di cambiare la società che si occupa della materia                                                                                                                                                    
Dopo un ampio dibattito è staqto convocata l’assemblea generale dei soci per il 21 aprile alle ore 10 presso il Centro Documentazione di Parrano
 

PARRANO, approvato il bilancio di previsione 2018

Oggi il Consiglio Comunale di Parrano ha approvato il Bilancio di Previsione 2018 

Ecco la relazione del Sindaco :

RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2018 – 2019 – 2020, ANNUALITA’ 2018.

 

Carissimi/e,

ci accingiamo ad approvare il Bilancio di Previsione per l’anno 2018.

Ribadiamo che il Bilancio di Previsione è il documento centrale del ciclo di programmazione e controllo dell’Ente;

deve assolvere al contempo alle funzioni di indirizzo politico-amministrativo, economico-finanziario ed informativo, nonché esprimere con chiarezza e precisione gli obiettivi, il fabbisogno finanziario e la sostenibilità dello stesso.

Dal 2016 è entrato in vigore il nuovo bilancio armonizzato, per il quale non viene più applicato il patto di stabilità; viene introdotto un nuovo saldo di riferimento per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica rappresentato dall’equilibrio tra entrate finali e spese finali la cui differenza deve essere maggiore o uguale a zero.

Il nostro primo anno e mezzo di lavoro è stato caratterizzato dall’affrontare, una ad una, le molte problematiche che interessano il nostro Comune, cercando in primis di migliorare l’efficienza degli uffici. Sicuramente l’avvio dell’informatizzazione delle procedure attizie e loro conservazione legale ha segnato il punto zero di un percorso che deve tendere verso questo obiettivo tanto auspicato, mai dimentichi dell’aiuto che gli altri Comuni coinvolti nel progetto delle Aree Interne ci hanno assicurato quanto a risorse umane e di mezzi.

Di assoluto pregio, infatti, la collaborazione con la Comunità Montana O.N.A.T. per l’informatica ed il supporto ragioneria, il Comune di Bastia Umbra per la messa a disposizione del Vicesegretaro Comunale; il Comune di San Venanzo e Montegabbione per la manutenzione delle strade sterrate, con il Comune di Orvieto per l’Urbanistica, soprattutto per l’edilizia privata; fondamentale, inoltre, la costituzione di una Convenzione con i Comuni di San Venanzo, Giove e Penna in Teverina per la Segreteria generale; la collaborazione, seppur breve con il Comune di Trevignano Romano, per la responsabilità del Settore Finanziario, sul parterre del mantenimento delle funzioni associate già realizzate rispetto alla Protezione Civile, al Catasto ed al Sociale, che hanno prodotto ottimi risultati nell’anno passato.

Lo scorso Consiglio Comunale del 09.02.2018, abbiamo deliberato, dopo ampio dibattito, un ordine del giorno per puntare più in alto: la realizzazione di una Unione dei Comuni, sulla base dell’Area Interna Sud Ovest Orvietano, che permetta di mantenere le singole municipalità (e quindi il rapporto diretto amministratore – cittadino, con tutti i benefici di un’amministrazione cd “di prossimità”), ma anche una razionalizzazione delle risorse umane e dei costi che, ad oggi, saturano e rendono difficile lo svolgimento delle attività minime nei Comuni di ogni ordine di grandezza, complice anche la soglia del blocco del turn-over, scoglio invalicabile, al momento, per un adeguamento del personale incardinato.

Per la previsione 2018, la spesa del personale resta invariata. Si avrà del risparmio con la cessazione della collaborazione col Comune di Trevignano Romano, un possibile pensionamento entro il 30.06.2018 e la ristrutturazione di alcuni Servizi, sempre nell’ottica delle funzioni associate sopra menzionate.

Inoltre, il nostro sguardo resta focalizzato verso l’ottenimento di una ragionevole durata dei procedimenti, massimizzando e migliorando la comunicazione amministrazione-cittadino attraverso l’adeguamento ed il miglioramento della trasparenza e dell’informazione dei nostri canali, in primis il sito internet dell’Ente.

La nostra azione amministrativa poi, è stata tesa a recuperare il gap operativo dovuto all’assenza di personale qualificato (ossia di un Responsabile) incardinato nell’ufficio ragioneria. Tanto resta ancora da analizzare approfonditamente, ma moltissimo è stato recuperato: un esempio su tutti, è stato completato l’invio dei vari questionari SOSE che bloccavano il recupero del Fondo di Solidarietà che ogni anno viene assegnato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al nostro Comune.

Essenziale l’operazione di accertamento e recupero coattivo dei tributi locali, grazie anche all’operato della Commissione speciale ad hoc tenutasi lo scorso anno, che ha dato vari input operativi di cui diamo atto essere stati tutti accolti e di cui oggi possiamo apprezzare i primi risultati, soprattutto sul piano tariffario che prevede un sostanziale mantenimento delle tariffe 2017: restano infatti invariate le tariffe di IMU, TASI seguite dagli altri tributi locali minori, come la TOSAP. Eccezione è fatta per la TARI che sarà leggermente inferiore, visti gli ottimi risultati prodotti dalla raccolta differenziata ed apprezzabili sul sito del Gestore. Restano invariati i costi dei Servizi a domanda individuale che l’Ente rende ai Cittadini, come vedremo di seguito.

Grazie a questo avviamento di un processo di riordino dei conti dell’Ente, abbiamo iniziato, con molta prudenza, a prevedere alcuni investimenti, sbloccando parzialmente la spesa pubblica. Un esempio su tutti è l’accensione del mutuo per l’adeguamento e la riapertura del distributore di carburante. L’esito positivo delle prove di tenuta delle cisterne ci fa ben sperare che l’opera giunga al termine in circa un anno. Permangono inoltre mutui posti in capo all’Ente per adeguamento tecnico e fiscale dello stesso, tesi verso il risanamento completo.

 

IL BILANCIO PREVENTIVO 2018 – OBIETTIVI PRIORITARI.

Massimo contenimento possibile della pressione fiscale e politica di incentivo a chi affitta le case ad un canone inferiore od uguale ad € 250,00 (duecentocinquanta/00). Nel corso del 2018, qualora ne sussistano le condizioni, si prospetta l’ipotesi di istituire un fondo volontario a bilancio per incentivare questo tipo di locazione ad un certo canone, in quanto riteniamo questo possa essere un attrattore per aumentare, anche lievemente, la demografia di Parrano. Questa operazione rientra nel complesso della visione politica di Parrano come un “Borgo del III millennio” e, soprattutto, un borgo del buon vivere, grazie al suo ambiente incontaminato, godibile sotto infiniti punti di vista, ed agli adeguamenti tecnologici in atto, che permetteranno di usufruire del telelavoro in modo massiccio (banda ultralarga, coworking);

Interventi sullo stato sociale per tutelare le famiglie in difficoltà a causa della crisi economica (mantenimento tariffe servizi a domanda individuale con sconto famiglia numerosa);

Mantenimento della qualità dei servizi sociali, educativi, sanitari: in particolare si punterà tantissimo sul mantenere aperta la scuola elementare e materna, come una “fucina di conoscenza”, implementando le attività didattiche ed i laboratori, nonché tentando di istituire il tempo pieno, affinché la scuola torni ad essere più attrattiva in base ai servizi offerti;

non da ultimo la farmacia: la nostra farmacia è una delle poche farmacie comunali rimaste in Umbria, residuo di quel “municipalismo” ottocentesco che prevedeva attività di presidio, in questo caso sanitario, in aree a bassa densità di popolazione rispetto ad una grande estensione territoriale. È chiaro che tale attività deve essere ampliata e qualificata, diversificandola dalle altre. L’obiettivo 2018 sarà rendere effettiva questa mission, riducendo i costi e riorganizzando i servizi;

Iniziative tese alla promozione dello sviluppo nell’ottica della sostenibilità, di sostegno alle attività locali e per la promozione del terzo settore: la nostra chiave di volta è cercare di ottimizzare e mettere a sistema lo sfruttamento del grande patrimonio ambientale, culturale, sociale che ci contraddistingue, promuoverlo a tutti i livelli e far sì che l’attenzione su Parrano torni quella che merita. Investimenti privati, che accompagnino il pubblico nella sua opera di risanamento e che, soprattutto, creino posti di lavoro e flusso demografico.

Sostegno massimo alle attività locali, per il loro mantenimento, che consideriamo un elemento imprescindibile dell’azione amministrativa. Sono infatti coloro che non si fermano di fronte alla crisi ed allo spopolamento gli interlocutori primari di questo Ente, perché le loro esigenze debbono essere ascoltate per orientare al meglio possibile quel dialogo pubblico-privato che l’esperienza insegna porta al raggiungimento di obiettivi di ripresa altrimenti inimmaginabili.

 

Si dà inoltre atto che il Bilancio di previsione 2018 è stato composto secondo i dettami della legge di stabilità per l’anno corrente.

 

IL BILANCIO DI PREVISIONE 2018 SI ARTICOLA come da QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO 2018, 2019, 2020 (ALLEGATO A)

TARIFFE SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE
Sono state confermate le tariffe applicate per servizi a domanda individuale; in particolare le tariffe mensa scolastica e per lo scuolabus. Il Comune di Parrano copre una percentuale pari al 36% dei costi.

OPERE PUBBLICHE.

Le opere pubbliche rappresentano un asse strategico d’investimento per la promozione della ripresa economica e dello sviluppo. Si confermano in bilancio la serie di interventi volti soprattutto alla valorizzazione del territorio ed alla conservazione del patrimonio comunale(pubblica illuminazione, parco termale, vigilanza), nonché se ne prevedono altri inferiori ad € 100.000,00 (centomila/00).


Per alcune opere sono state reperite le risorse finanziarie necessarie, mentre per altre sono state specifiche richieste presso gli enti territoriali sovraordinati per un auspicato sostegno economico.

Piano Triennale – Opere Pubbliche 2018-2020 / Opere mutuate dal 2017 e da completarsi

A) OPERE DI IMPORTO SUPERIORE A EURO CENTOMILA (Non si tratta di nuove opere ma va confermato quanto già era iscritto a Bilancio con la sola modifica dell’annualità di riferimento):

Strada di Pievelunga, 250.000,00 € – anno 2018 0, prev. 2019;

Valorizzazione del Parco Termale di Parrano a valle delle “Tane del Diavolo” (PSR 2014-2020 Mis. 7.4.1), 200.000,00 € – anno 2018 0, prev. 2019.

B) opere inferiori ad euro centomila:

Ampliamento civico cimitero del Capoluogo – costruzione loculi € 40.000,00;

Efficientamento energetico– POR FESR 2014-2020 Asse IV Azione 4.2.1; € 90.000;

Riordino funzionale della viabilità circostante il distributore carburanti ed interventi di modifica alla composizione dell’impianto carburanti, 134.428,20 (ma l’importo dei lavori è di € 39.993,64)

PIANO DI INVESTIMENTO

Investimenti sull’organizzazione (adeguamento anagrafe secondo sistema SPID – identità digitale); Partecipazione a Bandi europei cofinanziati, in sinergia con altri Enti Pubblici e Privati (Bando Industria Creativa);

Incentivo alla mobilità alternativa non di linea, tramite il progetto della mobilità elettrica Aree Interne, che colmi il gap per gli spostamenti da e per Parrano.

Parrano BioDiversa:

L’Esperienza di questi due primi bilanci ci convince ad andare avanti sulla strada indicata all’inizio del nostro mandato amministrativo tesa a fare di Parrano una realtà dove la Biodiversita sia il tratto caratterizzante, da realizzare attraverso pratiche basate sulla Cooperazione, Condivisione, Collaborazione. I tanti apporti che sono venuti in questo senso da moltissimi cittadini, a partire dalle associazioni cittadine, dai nostri uffici e dalle amministrazioni del territorio ci spingono ad andare avanti e ad insistere su questa strada. Uno degli strumenti essenziali per portare avanti questa scelta è la presenza del Comune di Parrano nella Rete Città Slow;

Parco Monte Peglia MAB Unesco:

Il Comune di Parrano ha aderito convintamente a questa proposta e intende sostenerla con forza.

Il 2018 sarà un anno decisivo per le decisioni che prenderà l’UNESCO, ma, quale che sia l’esito, intendiamo portare avanti l’iniziativa di tutela e valorizzazione del patrimonio faunistico, naturalistico, ambientale e paesaggistico che è incarnato da questo progetto. Uno degli strumenti piu importanti per attivare progetti ed iniziative in questo senso è l’Ecomuseo dell’Alto Orvietano, di cui il nostro Comune è socio fondatore.

SOCIALE


Anche per l’anno 2018 l’Ente, in quanto Comune facente parte della zona sociale 12, si rifà alla programmazione del Comune capofila (Orvieto), che gestirà il piano di zona per i servizi sociali.
I principali servizi gestiti nell’ambito del piano di zona sono:

  • Servizio sociale professionale
  • Segretariato sociale
  • Osservatorio sociale distrettuale
  • Centro diurno
  • Assistenza domiciliare integrata
  • Assistenza educativo domiciliare
  • Inserimenti lavorativi
  • Servizio disabili gravi L. 162
  • Piano distrettuale per la tossicodipendenza
  • Progetti per favorire l’integrazione degli immigrati.


Obiettivo dell’amministrazione confermato è contribuire al mantenimento dei servizi esistenti e costituire un’Amministrazione aperta e solidale, tramite il proprio ufficio della cittadinanza, basato sull’equità sociale, sullo sviluppo dei servizi, sull’attenzione alle famiglie in difficoltà, sullo sviluppo locale socialmente sostenibile.

Confermato anche l’incentivo e l’obiettivo di sviluppo della Consulta dei Giovani, in particolare nel loro intento di far rete con le altre realtà locali simili, provinciali e regionali. Sono previsti anche interventi a sostegno degli anziani e all’associazionismo sociale (cooperative di comunità – sociali).

La centralità della Questione Demografica:

Il nostro paese si sta spopolando. E’ ripresa la tendenza negativa che si era in parte arrestata anche grazie all’arrivo di molti stranieri. La Comunità Rumena supera il 10% della popolazione e ha rappresentato e rappresenta un grande fattore di tenuta e di crescita del nostro Comune.

Per questo l’Amministrazione ha deciso di aderire anche al progetto SPRAAR, per l’accoglienza migranti, nella specie famiglie in seconda accoglienza. A parte la considerazione dell’accoglienza e dell’aiuto come valori imprescindibili di una comunità che si definisca tale, di fronte alle efferatezze commesse nelle aree più disagiate del pianeta, la ricchezza di incontro ed integrazione tra culture diverse crediamo sia il futuro per le nostre realtà.

Per questo è necessario un forte impegno: la linea è tracciata dal progetto Area Interna Umbria Sud Ovest Orvietano che porterà sul territorio 16 milioni di euro in interventi su scuola, trasporti, sanità e sociale. Ma ora ci vuole l’iniziativa privata, la nascita di nuove attività che diano posti di lavoro.

Parlare di lavoro a Parrano è senza dubbio parlare di Principato di Parrano: è ora di affrontare anche questo imprescindibile nodo: non può rimanere ibernato un patrimonio così rilevante. Il Comune prenderà iniziative straordinarie e chiederà l’impegno ed il sostegno di tutti.

Inoltre, per incentivare il servizio sanitario locale, stiamo assistendo ed incentivando la nascita della Casa della Salute di Fabro, come primo baluardo e presidio sanitario sul territorio. Anche qui ci è venuta in soccorso la programmazione delle Aree Interne, che ne ha permesso la realizzazione.


CULTURA.

Oltre alle varie feste e sagre che sono organizzate con successo dai cittadini, l’Amministrazione intende seguire un progetto di valorizzazione del patrimonio storico medioevale del Comune di Parrano, in particolare quest’anno ricorrendone il 900° anniversario dell’Istituzione del Feudo, in beneficium dalla Diocesi di Orvieto ai Bulgarelli.

Inoltre, sempre sotto l’egida del Medioevo, abbiamo già dal 2017 incentrato un progetto di restauro e rimessa in funzione dell’antico Forno Comunale di comunità, già normato nel suo funzionamento nello Statutum Castri Parrani del 1559, come simbolo di una continuità temporale negli antichi mestieri e tradizioni del Comune, che sono la nostra più grande ricchezza, e di cui dobbiamo andare alacremente alla scoperta per recuperare in attrattività e creare economia. Per questa operazione, si è adito ad alcune misure bandite dal Gal Trasimeno – Orvietano.


Sono anche previsti eventi di taglio strettamente formativo e culturale in senso proprio, in particolare improntati al contrasto alla violenza di genere ed in favore dell’incremento delle pari opportunità.

Da menzionare, le varie presentazioni organizzate per il libro della nostra giovane concittadina , appena sedicenne, Arianna Mechelli, il cui “Il tuo pericoloso sorriso”, ed. Garzanti, è il simbolo che la volontà supera le difficoltà, anche quelle di vivere in un piccolo Borgo come il Comune di Parrano. Con la cultura e le giuste tecnologie (e qui si ricorda ancora l’arrivo prossimo della Banda Ultralarga) si possono compiere opere che, prima di tutto ciò, si pensava fossero impossibili da attuare nel nostro territorio, soprattutto per i Giovani.

Infine, si ribadisce l’intento di rivitalizzare la biblioteca della Società operaia, di cui alcuni volontari hanno avviato la ristrutturazione, perché riteniamo che Scuola e Biblioteca siano il perno di un Comune che possa definirsi culturalmente attivo.

SVILUPPO SOSTENIBILE.

Continua il nostro sostegno alla filiera corta e i mercati locali, per enfatizzare la qualità e la particolarità delle nostre produzioni locali, mettendole a sistema e cercando di fornire così un punto di raccordo tra l’imprenditoria agricola (settore primario di produzione e lavoro a Parrano) e i consumatori, con una grande attenzione all’educazione alimentare ed alla biodiversità. In particolare, avendo affidato il Centro di trasformazione dei Prodotti Agricoli realizzato col Progetto Clanis al Consorzio di Aziende Gusto Umbria – Terre dell’Upupa, che sarà sicuramente partner di tanti progetti ed attività per l’anno che ci apprestiamo ad affrontare, perché il Consorzio non è solo vendita di un prodotto, ma è vendita di un territorio che ha permesso di compiere quel processo produttivo;

Sono stati presentati programmi di investimento sia per la definizione del Piano Sviluppo Locale del Gal che alla Società Patto 2000;

Attendiamo a giorni i risultati di RESPIRA PAARRANO dal DSA3 di Perugia, affinché si possa procedere alla fase 2: piani di sviluppo sostenibile fondati sulla salubrità dell’aria di Parrano, che ha avuto il suo avvio ufficiale col Convegno dello scorso ottobre, la Festa dell’Aria;

La Cooperativa di Comunità che abbiamo proposto come Amministrazione Comunale è nata ed ha effettuato ospitalità e ristorazione sul territorio del nostro Comune, come si accinge a fare per il 2018;

la firma dell’A.P.Q. Aree Interne ed il passaggio alla fase operativa, segna l’approssimarsi della concessione dei fondi per la copertura di una delle piscine del Parco Termale, che ci permetterà di realizzare così la tanto agognata destagionalizzazione dell’attività. La Regione ci ha formalizzato la concessione pluriennale delle acque, che intenderemmo in futuro gestire attraverso una società professionale mista che preveda la compartecipazione di privati.

SCUOLA


Mantenere e implementare la collaborazione fra Amministrazione e scuola. Concluse alcune esperienze progettuali, come l’Orto sinergico, ne sono in arrivo degli altri che valorizzeranno l’ottimo sistema della formazione di una piccola, ma grande scuola, come quella del Comune di Parrano, che viene definita appunto “Fucina di conoscenza”. Sono stati compiuti, e continua, una serie d’interventi di volontariato nelle opere di manutenzione dell’edificio scolastico, che hanno migliorato e miglioreranno notevolmente la struttura e l’attrattività della scuola.

TRASPARENZA E PERFORMANCE.

Si confermano le scelte già fatte proprie dall’Amministrazione sul tema della comunicazione e dell’informazione. Oltre alla comunicazione classica in formato cartaceo, la riattivazione di tutta la rete social del Comune, si continuerà nell’adeguamento del sito istituzionale. La buona comunicazione sarà ancor di più legata a obiettivi di trasparenza e partecipazione, e non solo: la “rivoluzione informatica” continua inesorabilmente per efficientare e snellire il più possibile i procedimenti. Inoltre, l’arrivo di un Segretario Comunale stabile ci ha finalmente permesso di avviare le pratiche per regolarizzare il sistema Anticorruzione del Comune, che, senza questa fondamentale figura, non poteva essere assolutamente attivato.

CONCLUSIONI


Questo Bilancio di Previsione offre una prospettiva sistematica in cui emergono ancora una volta le nostre volontà ed obiettivi precipui, in particolare l’azione di questa Amministrazione, per l’annualità 2018 sarà imperniata sui
tre assi del:

Mantenimento ed implementazione della Scuola e Farmacia;

Promozione e valorizzazione del Territorio per tentare di invertire la tendenza allo spopolamento;

Efficienza nei trasporti da e per Parrano;

Dal quadro generale della programmazione, emerge anche per il 2018 la nostra volontà di continuare a puntare sul valore delle nostre forze esistenti sul territorio, sul volontariato, la cultura, il turismo, la sostenibilità dell’azione rivolta verso l’economia; il rigore nel rispetto dei conti, che sa però mostrare una particolare attenzione alle esigenze delle fasce più deboli.

Si rinnovano i sentiti ringraziamenti a tutti coloro che hanno lavorato per arrivare alla stesura di questo importante strumento programmatorio, un continuum unicum con gli obiettivi 2017, riproposti ed ampliati per il 2018, focalizzando l’attenzione su tre principali cardini che riteniamo, al momento attuale, precipui e trainanti per la ormai avviata ripartenza del Comune di Parrano.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Il Sindaco di Parrano,

Valentino Filippetti.

 

 

E’ morto Folco Quilici, il cordoglio del Comune di Parrano

 

Folco Quilici, uno dei piu grandi documentaristi italiani è venuto meno. Viene a mancare uno dei protagonisti delle battaglie per la difesa e la salvaguardia della natura.Il grande repertorio di opere realizzate parla da solo. Forse è meno noto il suo impegno a favore del territorio. Il documentario realizzato su Orvieto ormai mezzo secolo fa fu la prima grande opera multimediale che fece conoscere al grande pubblico la bellezza della città sulla Rupe. Ma Folco Quilici si rese sempre disponibile con tutte le realtà istituzionali e associative impegnate a favore della salvaguardia ambientale.  Con il Comune di Parrano la collaborazione è stata intensa. Memorabile la sua partecipazione alla manifestazione Sorella Acqua.

Nel ricordarlo con affetto e nostalgia il Sindaco di Parrano esprime le piu sentite condoglianze alla famiglia

PARRANO : Consiglio Comunale il 9 febbraio 2018 alle 17

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PARRANO E’ CONVOCATO IN SESSIONE ORDINARIA
NELLA CONSUETA SALA DELLE ADUNANZE

PER LE ORE 17.00 DEL 09 FEBBRAIO 2018
PER DISCUTERE SUGLI AFFARI DI COMPETENZA E DI CUI AL SEGUENTE:
ORDINE DEL GIORNO
Comunicazione del Sindaco.
1) Approvazione verbali seduta precedente.
2) Presa d’atto della nomina del revisore dei conti.
3) PRGS.Piano Regolatore Generale ( Parte Strutturale), PRG.O – ( Piano Regolatore Generale,
parte Operativa ), Variante Parziale Tematica ai sensi del comma 3 dell’art.32 della legge
regionale 21 gennaio 2015 n.1, per l’introduzione dell’area per il Depuratore.
Controdeduzioni alle osservazioni- Approvazione.
4) Regolamento sui controlli interni. Approvazione.
5) Area Interna Umbria Sud Ovest Orvietano, dopo l’approvazione dell’Accordo Programma Quadro
verso l’Unione dei Comuni.
Il punto n.5 verrà trattato in Consiglio Comunale in forma aperta alla partecipazione dei Sindaci
dei Comuni interessati.
IL SINDACO
(Valentino Filippetti)

 

Biennale dello Spazio Pubblico 2017, pubblicate le sintesi dei workshop

Il Comune di Parrano ha partecipato alla Biennale dello Spazio Pubblico che si è tenuta il 25 maggio

presso l’Aula Ersoch, Dipartimento Architettura Roma TRE a Roma intervenendo al workshop 

” Piccoli Centri Storici in Rete.Lo Spazio Pubblico come Fattore Strategico di Rigenerazione e Coesione Sociale”

con tre reti di Comuni :

Umbria: Parrano, Castel Viscardo, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Fabro,    Ficulle.

Basilicata:Tricarico, Stigliano, Grassano, Salandra, Vaglio, Pietragalla, Barile.

Lazio:Colleferro, Labico, Serrone, Piglio, Paliano, Cave, Vallepietra, Bellegra, Arpino, Atina.

Interventi dei rappresentanti delle tre Reti:

Valentino Filippetti, Sindaco di Parrano

Edoardo Tordi, SATPI Consulting

Mario Iacomini, Cuoco Custode

 

Pierluigi Sanna, Sindaco di Colleferro

Natale Nucheli, Sindaco di Serrone

Alfredo Galli, Sindaco di Labico

Luciano Rea, Presidente ADD Associazione Distretto del Design

Luca Calselli, Progetto Ri-Gymnasium

 

Angela Marchisella, Sindaco di Tricarico

Paolo Paradiso, Vice Sindaco di Tricarico

Alessandro Dragone, INU Basilicata

 

Oriana Cuccu, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche di Coesione

Filippo Tantillo, Coordinamento team di supporto Comitato Nazionale per le Aree Interne

Francesco Monaco, ANCI – Comitato Nazionale Aree Interne

 

Contributi dai Territori:

Gianluca Pasqui, Sindaco di Camerino

Alessandra Capezzuoli Ranchi, Coordinatrice In_NovaMusEUm

Marco Corsi, Palazzo Chigi di Ariccia, In_NovaMusEUm

 

Nicolò Savarese, Comitato di Coordinamento della BiSP

Ha introdotto e coordinato  Emma Tagliacollo (IN/Arch Lazio)

La sintesi dei workshop della BiSP 2017 è stata pubblicata in homepage del sito ed è scaricabile dal link:

Biennale Spazio Pubblico 2017
Sintesi dei workshop
La lettura comparata dei report dei 26 workshop che si sono svolti nel corso delle giornate conclusive della
IV edizione della Biennale fornisce interessanti indicazioni sullo stato del territorio e sui progetti promossi
dalle amministrazioni locali, da associazioni di cittadini , da raggruppamenti professionali, Università e cosi
via. Il progetto degli spazi pubblici e la loro fruizione sono importanti chiavi interpretative delle
trasformazioni economiche, sociali e culturali in atto e degli effetti che queste generano sul territorio.
I contributi sono stati concordi nell’identificare i problemi e le soluzioni in alcune parole chiave riassumibili
nell’”abbattimento delle barriere”. Oltre all’abbattimento delle barriere fisiche è necessario abbattere altre
barriere: quelle generazionali con la costruzione di spazi pubblici amichevoli per giovani, donne, anziani e
bambini ; quelle disciplinari favorendo la progettazione integrata e la collaborazione tra tecnici della
pubblica amministrazione e cittadini; le barriere sociali che dividono quartieri poveri e ricchi, separano e
chiudono in ghetti monoculturali diverse comunità etniche; infine quelle comunicative e conoscitive tanto
più dirimenti quanto più si estende la società della conoscenza.
Il workshop sulla “rigenerazione urbana” ha preso atto che un insieme di fattori ha contribuito negli ultimi
anni a modificare il quadro di riferimento dell’attività urbanistica. La crisi dei bilanci statali e delle
amministrazioni locali, accentuata dalla crisi e economica esplosa nel 2008, ha portato ad una inerzia
amministrativa che ha lasciato un vuoto in buona parte riempito da un “un grande slancio” progettuale di
cittadini e associazioni non professionali nei confronti della città da rigenerare. La crisi dell’ultimo decennio
ha coinciso con la fine della fase espansiva e con l’avvio della fase di rigenerazione urbana che riguarda il
corpo vivo della città e coinvolge di fatto tutti coloro che sono investiti da un progetto urbano in qualità di
residenti o esercenti di attività commerciali e produttive . Raramente un progetto di rigenerazione nasce a
tavolino e impone il suo iter senza interferenze ; più spesso è l’ insieme di attività culturali e sociali condotte
da cittadini e stakeholder che determinano la necessità e le condizioni del progetto. Si sta compiendo una
sorta di rivoluzione copernicana che vede in buona parte rovesciato il rapporto tra progetto e azione e
concepisce il piano come evento dinamico e il progetto come un processo. Si sta formando una nuova
consapevolezza e sensibilità del professionista per il quale la partecipazione di cittadini e stakeholder è un
fattore determinante per definire i requisiti del progetto.
Quasi mai i processi rigenerativi derivano dalla previsione urbanistica ordinaria o dalle norme esistenti, sono
in genere gemmati e sviluppati da enti ,cittadini o privati “non in contrasto” ma nell’indifferenza del sistema
regolativo urbano.
A fronte di un sistema regolativo “atemporale” il fattore tempo svolge un ruolo importante: da un lato è
necessario mantenere vive le energie che hanno avviato il processo e quindi garantire continuità al processo
che non può essere interrotto da finanziamenti a singhiozzo o da avvicendamenti politici; dall’altro è
importante valutare le opportunità di destinazioni d’uso temporanee coerenti con l’attualità dei bisogni e
la rapidità dei cambiamenti degli stili idi vita.
La discontinuità amministrativa è uno degli aspetti più critici, riscontrato anche nel corso del workshop che
ha affrontato il tema del “ruolo delle amministrazioni nella promozione realizzazione gestione dei
progetti”. E’ molto frequente che il progettista debba surrogare, se non sostituire, i responsabili
amministrativi se vuole portare a compimento l’opera. L’apparato normativo risulta spesso un ostacolo,
favorisce azioni di resistenza amministrativa. Gli ostacoli si rivelano più impegnativi quando il
finanziamento proviene dai programmi europei per i quali poche amministrazioni sono dotate di un
apparato competente. In conclusione, la realizzazione di un “progetto pubblico” richiede una forte volontà
politica che si esplica nella assunzione di responsabilità nel portare a compimento l’intero processo che
deve avere una figura di coordinamento solida, certezza economica, condivisione con i principali attori
economici e sociali.
Da oltre due decenni si realizzano processi partecipativi avviati dalle amministrazioni locali o promossi dai
cittadini. Alcune Regioni come Toscana e Emilia Romagna hanno legiferato per regolamentare i percorsi di
coinvolgimento. Una commissione INU ha stilato “ la carta dela partecipazione” con l’obiettivo di fissare
alcuni principi essenziali ai quali conformarsi se si intende promuovere iniziative efficaci . Il workshop sulla
“progettazione collaborativa” ha anzitutto ritenuto opportuno superare la vaghezza del termine
“partecipazione” e ha proposto una definizione più precisa che, tra l’altro, non eluda la necessità e
centralità del progetto. Il workshop ha affrontato una serie di questioni cruciali: come valutare l’efficacia
degli strumenti di coinvolgimento dei cittadini? Sono stati sperimentati nuovi metodi di indagine sociale e
di co-progettazione che permettano di valorizzare ulteriormente i contributi dela società attiva ? Come
risolvere la sostenibilità economica del processo di co-progettazione?
Per una valutazione critica dei processi le Regioni Toscana e Emilia Romagna hanno usato strumenti
suggeriti dalle rispettive Autorità di garanzia, come questionari ex ante ed ex post. Per una valutazione
approfondita servirebbero strumenti di valutazione multicriterio capaci di misurare il livello di
coinvolgimento, la rappresentatività dei partecipanti, le professioni, classi di età ecc.…Nel caso di processi
che si concludono con la realizzazione di un’opera andrebbe valutata la qualità della realizzazione e come
l’opera viene usata dai cittadini . Per l’aspetto economico, al di là dei processi avviati dalle Pubbliche
Amministrazioni che in alcuni casi prevedono un quota di finanziamento, è necessario individuare modalità
di sostegno economico per i processi autogestiti come il crowdfunding, il ricorso a sponsor privati ecc.. Una
risorsa fondamentale è costituita dagli spazi messi a disposizione gratuitamente o a basso costo, come ad
esempio gli hub. La creazione di reti, l’unione di esperienze simili, la replicabilità delle esperienze
contribuiscono all’autosostenibilità delle pratiche di coprogettazione. Fondamentale è far emergere la
trasparenza del processo facendo partecipi i cittadini di tutte le fasi: condividere la creazione di una
mappatura delle organizzazioni che partecipano, formalizzare gli esiti di ogni fase attraverso verbali,
protocolli e patti, prevedere continui feed back. Le Amministrazioni locali dovrebbero promuovere non solo
processi riferiti ad opere puntuali ma programmare consultazioni periodiche che favoriscano la costruzione
di scenari futuri incrementali condivisi con i cittadini.
In riferimento alle metodologie è necessario adattarle ai contesti specifici e agli obiettivi proposti, ibridando
tecniche differenti. Ma le tecniche non sono efficaci se non sono supportate da “condizioni abilitanti” tra le
quali è molto importante l’empatia che si stabilisce tra chi conduce il processo e chi vi partecipa.
Se da un lato è importante la partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento degli stakeholder dall’altro è
altrettanto decisivo, per il buon esito delle azioni di rigenerazione, la convergenza di diverse discipline per
l’attuazione di progetti integrati. Il workshop sulla “città creativa”, esito di un call for paper che ha
registrato oltre 70 contributi, ha sollecitato il dialogo interdisciplinare tra architetti, avvocati, ingegneri e
sociologi con lo scopo di individuare quegli aspetti innovativi, eterodossi, espressioni di originalità e
dinamismo che si manifestano per iniziativa di diversi protagonisti della scena urbana. La creatività risulta
centrale nelle strategie di rigenerazione urbana sostenibile, è portatrice di innovazione e catalizza le
pratiche sociali . La diffusione spontanea di pratiche creative contribuisce a diffondere nuove dimensioni
progettuali quali la temporaneità, l’informalità, la flessibilità.
Le comunità possono avviare processi creativi e inediti con la promozione dell’”arte pubblica”. Il workshop
che ha affrontato il tema ha messo in rilievo il carattere innovativo di molte esperienze che hanno portato le
comunità a ricostruire la propria storia e rafforzato l’identità locale. Una particolare attenzione è stata
riservata a quegli interventi che restituiscono centralità a tessuti urbani degradati attraverso il riuso di spazi
abbandonati come mercati, ex fabbriche, stazioni, cinema chiusi che hanno trovato nuove destinazioni
d’uso grazie all’innesto di interventi artistici. Per un’adeguata valutazione degli effetti provocati dagli
interventi, si dovranno prendere in considerazione anche le fasi successive ala realizzazione cioè la fruizione
e le ricadute in termini di risorsa educativa e lascito culturale. E’ necessario approfondire il significato di
parole che ricorrono: pubblico, sostenibile, creativo, condiviso e sui concetti di effimero, temporaneo,
permanente e prestare più attenzione alle esperienze che vedono la totale assenza delle istituzioni.
Il workshop internazionale ha ribadito Il valore della condivisone progettuale e della creatività sociale per
realizzare spazi pubblici apprezzati dai cittadini-utenti. Le prerogative indispensabili per un buon progetto di
spazio pubblico sono ribadite dalla SDG11.7 “universal access for all” della Conferenza Habitat III
promossa da UN-Habitat che si è svolta a Quito lo scorso anno. Spazi pubblici progettati dall’alto sono
spesso aridi, impersonali e trascurati. Un importante ingrediente oltre il fattore estetico è quello della
felicità che può essere trasmessa da uno spazio pubblico che è pensato anche per divertire. E’ necessario far
circolare la documentazione di esperienze che possono essere condivise tanto più se propongono
meccanismi innovativi di finanziamento come il crowdfunding: significativa l’esperienza riportata da
architetti di Città del Guatemala che hanno redatto “the Urban Jungle Catalogue” a Guatemala City.
Promuovere inziative che facciano emergere i desideri dela collettività è la proposta del workshop “il paese
che vorrei” che ha messo in mostra e discusso gli esiti dela call omonima già lanciata in occasione del XXIX°
Congresso INU. E’ una chiamata indirizzata a tutti, senza distinzioni di ruolo, compresi i “curiosi”, affinché
esprimano idee e proposte. Ne è emerso un panorama molto ricco di “prodotti” a diverse scale, che
confermano il ruolo centrale dello spazio pubblico nelle iniziative di rigenerazione che devono tutte
fondarsi sull’ascolto dei cittadini/utenti. Alla grande varietà di soggetti proponenti è corrisposta una
grande varietà di temi: visioni di territori, città, luoghi, nuovi indicatori, rischio ambientale, autocostruzione,
programmi per aree interne, reti per la collaborazione industriale, progetti per migliorare l’istruzione e cosi
via. E’ stata proposta la realizzazione di un toolkit di buone pratiche dello spazio pubblico a partire dalla
Carta adottata dalla Bisp 2013.
La call for papers “città accessibile a tutti” ha ripreso un tema già affrontato nell’ambito del programma
del’INU “progetto paese” e ha dato luogo a un workshop al quale hanno portato contributi oltre 120
persone in rappresentanza di 60 esperienze e realtà diverse. I 6 tavoli di lavoro hanno tutti confermato che
la partecipazione è un metodo operativo irrinunciabile sia per avere una conoscenza precisa dei luoghi e
dei problemi sia per una assunzione di responsabilità collettiva . E’ stata sottolineata la settorialità che ha
caratterizzato le politiche finora adottate, riferite alla categoria dei disabili e all’eliminazione delle barriere
architettoniche mentre il tema va affrontato in termini di progettazione integrata.
L’“accessibilità per tutti” deve essere pensata e praticata come un sistema in grado di agire alle diverse scale
spaziali, di svilupparsi sui vari piani istituzionali e all’interno delle differenti dimensioni pianificatorie. La
compilazione di un vocabolario condiviso può essere un valido supporto per portare il tema all’attenzione di
tutti e funzionare da stimolo per interventi integrati nonché fare chiarezza su aspetti finora poco considerati
come le disabilità cognitive e quelle economiche e sociali. E’ sottovalutato il vantaggio competitivo che
acquisisce la città accessibile a tutti tanto più in un contesto d’ invecchiamento della popolazione: due
campi d’azione da implementare sono il turismo accessibile e le tecnologie digitali in chiave smart city. Le
criticità sono dovute più a una perdurante mancanza di sensibilità e all’uso poco razionale delle risorse
disponibili che alla mancanza di norme. Progetti settoriali che sono finanziati ad hoc il più delle volte non
completano le opere per il venir meno dei finanziamenti. Ciò conferma la necessità di inserire
organicamente l’accessibilità per tutti in una progettazione strategica. I PEBA (Piani Eliminazione Barriere
Architettoniche) sono strumenti obbligatori che le PA debbono redigere e in caso di inadempienza
prevedono il commissariamento di Comuni e Province , ma la norma non è mai applicata. Invece di essere
strumenti settoriali trascurati possono divenire strumenti per conoscere la realtà del territorio capaci di
indirizzare strategie integrate. Con questa finalità si può prevedere la revisione dell’impianto normativo,
che non si basi solo sulla rispondenza agli standard ma sia in grado di rispondere ai continui rapidi
cambiamenti della società. La cultura progettuale e in particolare quella amministrativa dovrebbe adeguarsi
al dinamismo sociale semplificando le norme e abbattendo le barriere burocratiche. Non sono raggiungibili
i risultati auspicati se non si lavora in rete, con la circolazione delle informazioni tra tutti i soggetti pubblici e
privati per affrontare insieme le criticità e favorire la replicabilità delle buone pratiche.
Si sta consolidando una pratica di collaborazione tra soggetti omologhi ( Comuni, Associazioni di cittadini,
Università) anche grazie ai finanzianti europei che agevolano gli scambi, la reciprocità ecc. La costruzione di
reti tematiche è un tema che ha attraversato diversi workshop. E’ molto sentita la necessità di confrontarsi
con realtà simili e unirsi per rafforzare il potere contrattuale e realizzare forme di sussidiarietà
programmatica nei confronti di una politica che fatica a costruire ipotesi strategiche di medio lungo periodo.
Le reti consentono di superare l’isolamento mettendo a sistema risorse e competenze, di ottimizzare i costi
e valorizzare le identità locali.
Il workshop “piccoli centri storici in rete” ha riunito tre reti di piccoli paesi dell’Umbria, della Basilicata e del
Lazio che hanno assunto come tema lo spazio pubblico inteso come fattore strategico di rigenerazione e
coesione sociale. Il workshop ha approfondito la criticità dello stato attuale e i vantaggi di messa in rete dei
servizi ammnistrativi, della gestione del verde pubblico ,della valorizzazione del turismo e delle produzioni
locali comuni. Per attivare una rete intercomunale è necessario coinvolgere attivamente le comunità locali
(singoli cittadini, associazioni, istituzioni), favorire sinergie e complementarietà per la valorizzazione delle
eccellenze locali produttive e culturali, promuovere forme istituzionali di associazione delle funzioni
pubbliche facendo leva sugli strumenti di pianificazione e amministrativi esistenti quali unioni di comuni,
piani intercomunali ecc.
Una rete che si sta consolidando è quella delle comunità in cammino. La comunità “cammina Molise”
raccoglie ogni anno centinaia di persone in una camminata che porta a scoprire borghi e territori di una
Regione dove può nascere un turismo mitigato, volano per lo sviluppo di un indotto legato alle risorse
naturali del territorio. Festival della via Francigena, Piedibus del benessere, Lunga Marcia per l’Aquila,
Visure acatastali, Appennino da rivivere, Giornata nazionale del camminare, sono solo alcune delle iniziative
promosse da varie reti di camminatori illustrate nel corso del workshop. Il Consiglio Regionale del Lazio ha in
programma l’approvazione di una legge Regionale sui cammini.
Antesignana del “camminare in città per scoprirla” è stata la giornalista statunitense Jane Jacob che vede
negli ultimi anni una rivalutazione della sua opera e del suo modo concreto di riflettere sull’urbanistica.
Il workshop “INU per Jane’s Jacob walk” nasce dall’omonima call for paper lanciata dall’INU nello scorso
marzo ed ha riunito i gruppi che hanno aderito alla call per un confronto di esperienze. L’iniziativa nasce in
collaborazione con la piattaforma internazionale “Jane’s Walk” che organizza tutti gli anni, in tutto il mondo,
nel mese di maggio, passeggiate libere e gratuite che esplorano le città in modo critico. Le “conversazioni
itineranti” forniscono una conoscenza dettagliata dei luoghi, evidenziano pregi e criticità dei contesti fisici e
sociali, confermano che apprendere “dal basso in presa diretta” è determinante per una pianificazione e
realizzazione di interventi davvero efficaci.
La progettazione e gestione degli spazi pubblici richiama inevitabilmente il tema dei beni comuni, presente
in diversi workshop e affrontato in modo più sistematico nel workshop “viaggio nella governance dei beni
comuni”. I cinque tavoli tematici relativi a Efficacia, Economia, Politica, Democrazia e Conflitto si sono
interrogati sull’idea di bene comune. E’ un tema che si colloca in una vasta area compresa tra due estremi:
da un lato quello delle enormi potenzialità contenute nelle spinte sociali di riappropriazione dei beni
comuni e dall’altro quello della mistificazione politica che utilizza l’idea per surrogare impropriamente la
mancanza di risorse economiche e di responsabilità amministrativa. il concetto di bene comune va esteso
agli elementi immateriali come la conoscenza, la memoria, la cultura, e riferito ai beni materiali può
estendersi anche ai rifiuti nella misura in cui essi rappresentano una risorsa. Quali indicatori di efficacia si
possono applicare alle pratiche di gestione conosciute? E’ possibile valutare se le sperimentazioni sono
funzionali o meno al sistema prevalente di produzione economica? Le prove di gestione di beni comuni
configurano una dimensione più avanzata della partecipazione civica? Il workshop ha messo in rilievo
l’importanza del tema e delle pratiche connesse che rappresentano un ambito molto vitale per
sperimentare nuovi equilibri e relazioni tra istituzioni e cittadini. E’ difficile individuare indicatori misurabili
in termini economici delle pratiche di gestione sia perché queste non hanno raggiunto una maturità e
diffusione tali da configurare un sistema sia perché incidono su categorie difficilmente misurabili come, ad
esempio, la vivibilità urbana. E’ necessario lavorare sulle diverse dimensioni del tempo: il quadro normativo
è carente e non supporta in modo adeguato quei processi innovativi che prevedono usi temporanei. I
decisori politici devono far propria una visione sistemica, valorizzare le reti istituzionali e sociali per
favorire la diffusione delle pratiche di gestione. La gestione condivisa contempla momenti di conflitto tra
interessi contrapposti che vanno gestiti e integrati in un processo incrementale di consapevolezza civica e di
corresponsabilità pratica. La carenza normativa ingenera diffidenza da parte dei responsabili della pubblica
amministrazione che può essere ovviata con la costruzione di un organismo intermedio, o con l’affidamento
ad uno esistente, che faccia da garante verso le istituzioni e da catalizzatore di realtà territoriali disaggregate
che difficilmente hanno la forza di comporsi e formalizzare intese. Le pubbliche amministrazioni devono
svolgere più un ruolo di facilitazione, di messa in rete, di sostegno piuttosto che regolamentare
rigidamente nei minimi dettagli le forme di gestione. Un’amministrazione ferma nei principi e aperta nelle
relazioni con le realtà associative che si candidano alla gestione dei beni comuni può contribuire alla
realizzazione di una delle forme più mature della democrazia, che fa convivere visioni diverse, luoghi aperti
all’imprevisto, che si trasformano nel tempo coerentemente con le rapide trasformazioni sociali.
Il tema della sostenibilità ambientale o resilienza, per usare un termine più usato negli ultimi anni, fa da
sfondo ad ogni iniziativa di rigenerazione del territorio. Il workshop dedicato alle “infrastrutture verdi e blu”
ha sollecitato un cambio di paradigma del metabolismo urbano non più fondato sulla valorizzazione
immobiliare bensì sulla valorizzazione delle infrastrutture costruite per il riciclo delle risorse e per la
riappropriazione sociale e identitaria dei beni comuni. Le reti ecologiche delle acque e del verde
costituiscono il substrato materiale e ideale per un’integrazione tra iniziative locali di rigenerazione e scelte
sistemiche di natura reticolare. Reti infrastrutturali per la coesistenza dinamica tra acque e insediamenti,
adattamento e mitigazione del rischio idrogeologico; reti per il miglioramento delle condizioni
microclimatiche delle città; reti degli spazi “di scarto”, aree abbandonate o degradate da bonificare e
riciclare per usi collettivi, sociali e orientati all’innovazione ecologica; reti della mobilità con particolare
attenzione alla mobilità dolce; reti di spazi pubblici di qualità paesaggistica la cui valorizzazione favorisce la
qualità della vita e la sicurezza delle comunità insediate. Il paradigma progettuale ecologicamente orientato
che fa leva sulle dinamiche di riciclo di acque, suoli, rifiuti, incremento delle aree verdi, su cicli energetici
alternativi, praticato con tattiche e strategie place-based, aumenta il grado di consapevolezza delle
comunità locali, esasperate peraltro dalla percezione dei cambiamenti climatici. Le infrastrutture ambientali
possono essere il telaio che riconnette gli spazi pubblici urbani che promuovono la rigenerazione dei tessuti
esistenti insieme allo sviluppo di nuove economie circolari fondate sul riciclo. Va quindi ripensata la
dotazione degli attuali strumenti di piano di stampo quantitativo e funzionalista individuando nuovi
parametri in grado di rappresentare i caratteri performativi delle azioni di rigenerazione; bisogna superare
quindi la settorialità delle azioni ecologiche, favorire la progettazione integrata grazie alla dimensione
multiscalare e multi sistemica delle infrastrutture, prefigurare modalità innovative di coinvolgimento degli
attori economici attraverso adeguati dispositivi premiali e fiscali.
“I contratti di Fiume” indicano percorsi di progressivo riavvicinamento delle comunità locali agli ambiti
fluviali passando per le fase dela conoscenza delle potenzialità e dei problemi alla fase progettuale e infine a
quella gestionale. Il laboratorio omonimo ha messo a confronto tre esperienze che riguardano il fiume
Meolo in Veneto, l’Esino nelle Marche e la media valle del Tevere nel Lazio. Si è condiviso l’impegno di
riflettere all’interno dei tre contratti su vari temi: anzitutto sul rapporto pubblico/privato visto alla luce
dell’accessibilità e dell’opportunità di aree e attrezzature per la fruizione lungo i fiumi ,che comportano
rapporti con gli enti gestori quali consorzi, enti parco ecc.; in secondo luogo sulla metodologia di analisi
scegliendo casi pilota; infine sulle caratteristiche del processo partecipativo più efficace. Il tavolo nazionale
sui contratti di fiume in accordo con Ministero dell’Ambiente e ISPRA ha sancito l’articolazione dei
programmi relativi. Le conclusioni del workshop, a cura di esponenti del Ministero dell’Ambiente, ha
proiettato il programma verso la ricerca di politiche e strategie macro-regionali per prospettive
transfrontaliere dei contrati di fiume.
“Paesaggi di crisi” è il workshop promosso da AIAPP con l’obiettivo di analizzare Il progetto di paesaggio
nella sua accezione più vasta e comprensiva in grado di esercitare una funzione strategica nella
rigenerazione dei luoghi. E’ stata evidenziata la criticità dei borghi abbandonati e nel contempo le loro
potenzialità intrinseche riferite al turismo sostenibile e a una migliore qualità della vita oltre alla possibilità
di sviluppare la multifunzionalità agricola promossa dal PAC. “Paesaggi dell’emergenza” sono quelli messi a
nudo dagli eventi catastrofici del sisma e delle frane: è necessario pensare a nuovi paesaggi urbani resilienti,
flessibili e adattivi che tuttavia non siano caratterizzati da insediamenti temporanei che poi diventano
definitivi creando “spaesamento” e desolazione. Interessante è stata la disamina dei casi del Friuli Venezia
Giulia e delle Marche in cui le leggi regionali sui Parchi Urbani hanno permesso di ricostituire l’identità dei
luoghi a partire dagli spazi pubblici. Il progetto di paesaggio inteso come processo interdisciplinare teso a
rafforzare la rete infrastrutturale ecologica svolge un ruolo strategico per il miglioramento del
“metabolismo urbano” e incide positivamente sui diversi aspetti dela sostenibilità ambientale:
miglioramento microclimatico con assorbimento di CO2 e produzione di ossigeno; drenaggio del suolo e
recupero acque fitodepurate; creazione di superficie e spazi di produzione geotermica, fotovoltaica,
eolica ,biomasse; riciclo e riutilizzo di materiali.
Il workshop sui “disastri ambientali e ricostruzione” ha registrato ancora una volta l’estrema vulnerabilità
del territorio colpito dal terremoto . I partecipanti hanno sviluppato un’analisi comparata delle procedure
adottate in occasione dei diversi episodi sismici degli ultimi decenni.
“San Lorenzo Green Network” è una sperimentazione che vede la collaborazione tra un corso di Urbanistica
dell’Università La Sapienza, un Istituto professionale e un’associazione. Il progetto riguarda un’ipotesi di
percorso verde continuo che connetta il maggior numero di elementi emergenti del quartiere romano di
S.Lorenzo. Il workshop ha documentato l’ipotesi progettuale basata sulle analisi urbane e sulle mappe
qualitative elaborate durante il corso e integrate attraverso un processo partecipativo con gli abitanti del
quartiere. In particolare si è scelto di presentare il punto di vista dei bambini/adolescenti/studenti
universitari come preferenziale per l’individuazione di un percorso del Green Network, pensato come
“walkable street”, ovvero come un itinerario pedonale accogliente, sicuro e piacevole, dove progettare una
serie di interventi “verdi” (tetti verdi, giardini verticali, pavimentazioni permeabili, inserimento di alberature
ed elementi vegetazionali). Il percorso sperimentale è stato affiancato dalle attività di un gruppo artistico
che ha lo scopo di definire altre prospettive di lettura del quartiere e proporre agli studenti universitari e
agli allievi dell’Istituto Borsi nuovi percorsi esplorativi. Il progetto si è misurato con importanti progetti di
verde pubblico realizzati in Francia esposte dal progettista del quartiere sostenibile Clichy Batignolles di
Parigi e dal responsabile del Comune di Parigi che segue i progetti innovativi che riguardano la Petite
Ceinture , progetto che prevede la riqualificazione della ex-cintura ferroviaria attraverso la preservazione
della vegetazione e l’individuazione di nuove attività con l’obiettivo di trasformarla nella nuova cintura
verde di Parigi.
La presentazione di “Gardentopia” ha fatto conoscere un progetto del Dossier Open Future di Matera
Capitale Europea della Cultura 2019 dedicato alla valorizzazione del verde e alla partecipazione attiva della
cittadinanza. Spazi verdi abbandonati possono essere trasformati in spazi di comunità, di aggregazione
sociale. Grazie al progetto sono stati firmati accordi quadro tra cittadini, Comune di Matera e Fondazione
Matera Basilicata 2019 per l’affidamento di alcune aree. Si formano in tal modo delle “comunità di
patrimonio” secondo le indicazioni dela Convenzione Faro. La riappropriazione di spazi pubblici intesi come
patrimonio comune richiede la formazione di vaste alleanze sociali: nel progetto “Gardentopia” si è formato
un vasto fronte composto da Comune di Matera, altri Comuni aderenti, dall’Università degli Studi di
Basilicata, dagli Ordini professionali, dal FAI, dal Touring Club Italia, da Legambiente e dagli Scout AGESCI e
CNGEI. Per mettere in chiaro diritti e doveri è necessario per le Amministrazioni dotarsi della Carta del Bene
Comune condivisa con i cittadini che tracci con chiarezza il percorso e le competenze di ciascuno. Questi
temi sono stati affrontati anche nell’incontro “agricoltura urbana e giardini di comunità” che ha raccolto
esempi e buone pratiche in particolare riferite ai giardini scolastici. L’incontro ha messo in evidenza le
potenzialità, gli aspetti innovativi e le principali criticità. Tra le potenzialità sono indicate la
multidisciplinarietà e la capacità di fare rete. Tra gli aspetti innovativi la forte valenza educativa e didattica,
l’attivazione di economie circolari per l’autosostentamento, il ruolo dei progettisti che devono gestire un
processo complesso che va dal coinvolgimento degli stakeholder all’ideazione del cantiere, da pratiche di
autocostruzione a organizzazione della manutenzione. Le criticità riguardano l’impreparazione degli enti
pubblici a gestire processi di questa natura, la difficoltà nel dare continuità ai progetti con la gestione e
manutenzione degli spazi realizzati.
Tra le opportunità di infrastrutturare il territorio con sistemi ecocompatibili un ruolo non secondario può
svolgerlo la mobilità dolce. Il workshop che si è occupato del tema ha anzitutto precisato che non ci si deve
riferire solo alle piste ciclabili e alle zone pedonali bensì va concepito un sistema che intreccia
virtuosamente le reti di mobilità dolce con la struttura del trasporto urbano. Il laboratorio ha riportato
l’attenzione sula qualità e vivibilità della città sia nella sua dimensione macro (il sistema urbanometropolitano)
che micro (la realtà locale, il quartiere, il vicinato). E’ stato notato che malgrado la forte
domanda e i molti progetti la realizzazione degli interventi è molto carente, frammentaria, molto distante
dagli standard europei di vivibilità urbana. Il tema dell’accessibilità è declinato come diritto al movimento.
E’ auspicato un grande progetto di opere pubbliche minori, di interventi di manutenzione e pavimentazione,
di risistemazione di marciapiedi e sottoservizi. Interventi che visti nella loro globalità e pluralità configurano
una grande opera pubblica con ricadute positive sulla qualità urbana e sulla valorizzazione economica e
immobiliare.
Il workshop “La città attiva” ha messo in evidenza l’opportunità di accomunare politiche urbanistiche,
educative, mobilità dolce, promozione dell’attività motoria e delle pratiche sportive in una visione
interdisciplinare. Sul piano della promozione della salute pubblica una delle priorità assolute è identificata
nella cura dell’ambito urbano con riferimento alla lotta alla sedentarietà e alla diminuzione degli inquinanti.
Dovranno essere promossi stili di vita attivi (sportive environments come target n.11 della Agenda ONU
2030) e sviluppate iniziative di mobilità sostenibile. Si dovrà sviluppare la camminabilità nei centri storici
grazie alla diffusione di aree pedonali e in generale andranno incentivate le “comunità camminanti” anche
nell’ottica della fruizione “corporea” dei beni culturali e delle opere d’arte. Il workshop ha sottolineato il
ruolo determinante esercitato dalle reti di spazi pubblici urbani che sviluppano interazioni e sinergie che
vanno oltre la semplice sommatoria degli spazi stessi. E’ stata ribadita la necessità di superare la
progettazione settoriale e sviluppare piani integrati in collaborazione con le comunità locali.
Il tema dela sostenibilità ambientale visto nella sua ampiezza contempla la sostenibilità sociale. I luoghi
dove si manifesta in forma più acuta l’insostenibilità della vita urbana sono i quartieri periferici dove si
concentrano i mali che la crisi economica ha reso più acuti: lavoro precario, illegalità, insicurezza. Il
workshop sulla “rigenerazione delle periferie e sicurezza urbana” ha affrontato il tema con la convinzione
che la rigenerazione urbana debba partire dalle periferie, cioè dai luoghi più degradati e insieme più ricchi
di potenzialità rigenerative. A patto che si esca dal modello monodisciplinare che vede separate le
competenze amministrative e professionali: solo interventi integrati multidisciplinari possono apportare
benefici effetti, consentono di ampliare conoscenze e azioni, inserire organicamente gli abitanti nei processi
di progettazione e realizzazione delle opere che il più delle volte hanno lunghi iter di esecuzione. Dovranno
essere rimessi al centro dell’interesse amministrativo e politico i bisogni quotidiani dei cittadini delle
periferie e si dovrà chiudere la fase della sedazione dei conflitti. Sedare vuol dire il più delle volte rinviare il
problema. Se l’approccio tecnico-amministrativo è fondato sull’ascolto e su una visione strategica
interdisciplinare assieme al problema si delinea anche la soluzione. Dalle esperienze di rigenerazione
riportate nel workshop emerge la centralità delle “comunità competenti endogene” che impongono alle
pubbliche Amministrazioni e alle élite locali pratiche di intervento innovative, producono conoscenze
approfondite dei territori, generano una consapevolezza diffusa e fertili contaminazioni disciplinari. Con
queste premesse il progetto di rigenerazione delle periferie è in grado di ripristinare sicurezza e legalità. La
massiccia disoccupazione di giovani costretti ad una forzata inattività, la promiscuità di gruppi di origine
etnica diversa, il radicamento di reti illegali sono gli ingredienti di quell’impasto di illegalità che si chiama
“quartiere difficile” nel quale si producono più facilmente i “sistemi chiusi ed autonomi” che non offrono
alternative se non quella di aderire alle leggi della strada. Di conseguenza nei quartieri di periferia Il carcere
è parte integrante del panorama sociale. Il workshop ha messo in rilievo, attraverso testimonianze e progetti
pilota, quanto è determinante per la sicurezza sociale, in particolare nei quartieri di periferia, promuovere
politiche di integrazione dei giovani e migliorare le condizioni della vita carceraria, afflitta da
sovraffollamento e scarsa applicazione del principio costituzionale che sancisce la funzione rieducativa della
pena. L’elevata percentuale di recidivi, i quali, espiata la pena, tornano nei contesti periferici dai quali
provengono, costituisce un fattore di insicurezza sociale che appare come il disagio maggiormente
percepito.
Le periferie sono state oggetto di un bando nazionale di finanziamento per la “riqualificazione urbana e la
sicurezza delle periferie” che ha spinto a partecipare anche Comuni capoluogo di territori montani che non
hanno periferie degradate come nelle grandi città ma sono comunque carenti di risorse per la rigenerazione
di aree marginali. Il workshop “altre periferie d’Italia: i capoluoghi di provincia montani” ha riunito, su
iniziativa del Comune di Belluno, alcuni dei Capoluoghi montani che hanno risposto al bando. I progetti
presentati sono stati raggruppati in tre famiglie: la prima riferita a opere puntuali di manutenzione e
ricucitura urbana; la seconda riferita alla rigenerazione di parti di città; la terza riferita a interventi di scala
territoriale paesaggistica. L’individuazione di famiglie differenti è stata utile per approfondire le
caratteristiche dei finanziamenti necessari e quindi la relativa fattibilità delle iniziative. Gli interventi a scala
territoriale hanno necessità di reperire altre risorse pubbliche e private, contengono quindi una maggiore
sfida progettuale che è stata apprezzata dalla commissione di valutazione del bando. L’impegno assunto dal
workshop è stato quello di consolidare la rete dei 13 capoluoghi montani per partecipare al prossimo
eventuale bando periferie concentrandosi soprattutto su progetti a scala territoriale riferibili alla Carta
europea del paesaggio.
Le scuole svolgono un ruolo determinante per la formazione civica del cittadino. Non è azzardato sostenere
che la città è un fatto educativo in sé, luogo d’identità e di formazione, espressione del patto di cittadinanza:
è questo l’assunto che è stato alla base del workshop su “scuola e città educanti”. Un ruolo tanto più
importante e complesso quanto più sono rapide le trasformazioni sociali: gli spazi pubblici non sono più
elementi omogenei fondati su un’idea tradizionale di comunità, sono piuttosto caratterizzati da sempre più
accentuate differenze sociali e etniche, sono luoghi plurali e dell’incompiuto, espressione di una
complessità che va compresa in tutti i suoi aspetti. A fronte delle difficoltà delle istituzioni ad affrontare la
complessità del sistema, per contro si fanno strada e si moltiplicano le reti di solidarietà spontanea, le
azioni collaborative, visioni innovative del principio di cittadinanza. Il workshop ha riportato le esperienze
condotte in alcune scuole dell’area metropolitana di Roma e in un centro di accoglienza per rifugiati
presente nel quartiere di Pietralata. Le azioni si sono concentrate sull’area archeologica di Palestrina, in
collaborazione con la Sovrintendenza Archeologica responsabile dell’area, con l’obiettivo di rintracciare
nella storia le radici comuni sulle quali far crescere un rinnovato patto di cittadinanza.
Come delineare i campi d’intervento a fronte della travolgente trasformazione degli ambiti di competenza e
degli stili di vita indotta dalla pervasività delle nuove tecnologie digitali? Il workshop su “tecnologie digitali
e innovazione” ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni regionali, che hanno informato
sullo stato di attuazione dell’agenda digitale, e di rappresentanti di Università, mondo professionale e
imprenditoriale che hanno messo in evidenza le difficoltà dell’integrazione programmatica tra privati e
istituzioni pubbliche. E’ stata valutata l’efficacia della multipiattaforma “wikispaziopubblico” messa a
disposizione delle comunità tematiche che si sono formate alcuni mesi prima dell’evento conclusivo della
Biennale. Otto comunità tematiche hanno avviato i rispettivi siti e hanno potuto apprezzare le notevoli
potenzialità partecipative rese disponibili da un software come il wiki, predisposto per facilitare la
partecipazione di tutti i membri della comunità. Sarebbe auspicabile la formazione di numerose comunità
tematiche che si formano o si consolidano già nei prossimi mesi e preparano con i vari siti autogestiti il
terreno per la definizione del programma della prossima edizione della Biennale.
Il workshop “Collaborative mapping e politiche urbane” ha focalizzato le pratiche di collaborative mapping
in cui la costruzione collaborativa di mappe genera le creazione e condivisione volontaria di informazioni.
Tali pratiche oggi si presentano come possibili strumenti di indagine, costruzione e monitoraggio delle
politiche urbane a diverse scale. In particolare sono apparse in grado di: integrare la competenza esperta
con la conoscenza diffusa degli abitanti dei territori; promuovere la co-progettazione di servizi e nuove
forme di governance allargate; alimentare l’interazione nello spazio pubblico (rinnovando la dimensione
reale a partire da quella virtuale e viceversa) e, infine, sostenere il monitoraggio civico delle politiche e il
protagonismo attivo degli abitanti. L’incontro ha visto la presentazione di progetti che sfruttano le
potenzialità del collaborative mapping per la costruzione e l’implementazione di politiche a diverse scale
(urbana, metropolitana e Nazionale), su diversi temi (rigenerazione urbana, politiche giovanili, beni
confiscati) e coinvolgendo una varietà di attori (amministrazioni locali, abitanti temporanei e non, giovani,
associazioni e cooperative sociali).
La provenienza dei partecipanti alla Biennale da diverse regioni e continenti ha consentito una visione
ampia, con l’esposizione di esperienze che hanno trovato un comune terreno di confronto sulla
progettazione e fruizione degli spazi pubblici.
ANCI, Punto nazionale del programma Urbact in Italia, ha promosso un confronto tra diverse realtà
nazionali che hanno partecipato al programma. Nel corso del workshop sono state presentate le esperienze
delle città italiane che stanno lavorando sui temi della rigenerazione urbana .
Il Comune di Rieti, che ha operato anche nell’ambito del network “vital cities” che vede tra l’altro la
partecipazione di Cracovia e Budapest, ha messo a fuoco la valorizzazione degli spazi verdi per il
miglioramento della qualità della vita attraverso la promozione di attività sportive.
Il Comune di Napoli è capofila di un network di città come Bruxelles e Liverpool, finalizzato alla condivisione
di strategie di recupero di grandi strutture che possono diventare attrattori di crescita e innovazione. Il
network sta mettendo a punto una metodologia di partecipazione che punta a coinvolgere cittadini e
stakeholder nella definizione delle destinazioni d’uso dei cosiddetti “giganti dormienti”.
Analogo impegno quello del Comune di Piacenza, capofila dela rete MAPS, dedicata ala riqualificazione
delle strutture militari dismesse. Va rilevato come le priorità emerse dal percorso di condivisone con i
cittadini prevedano una serie di destinazioni d’uso temporaneo.
La progettazione partecipata è al centro delle attività del Comune di Bari volte alla rigenerazione urbana e
sviluppo infrastrutturale nel centro storico e nelle periferie. E’ sempre un metodo partecipativo quello che
ha adottato il Comune di S. Lazzaro di Savena per il rilancio di un complesso scolastico che ha coinvolto gli
studenti e le loro famiglie. L’azione è condotta nell’ambito del network “ReGeneration”che vede tra i
partner le città di Ercolano, Loulè e Riga e ha lo scopo di accompagnare le città impegnate in piani di
rigenerazione urbana a partire dal coinvolgimento dei giovani.
La partecipazione progettuale di studenti delle scuole elementari e di richiedenti asilo è il fattore
qualificante del rifacimento dell’area del Parco Michelangelo a Casoria. L’amministrazione è impegnata
anche sulla definizione di strategie per il rilancio delle cinture urbane nell’ambito dela rete SubUrbanReinventing
de Fridge che vede la partecipazione di città come Barcellona, Vienna, Oslo.
S. Donà di Piave è impegnata in un’altra rete europea che si confronta con il declino e spopolamento dei
centri storici di città di piccole e medie dimensioni. Anche in questa esperienza la metodologia partecipativa
è essenziale per far emergere nuove energie espresse da associazioni e giovani che hanno lavorato sul
recupero di una struttura storica.
In conclusione il workshop, ha registrato la diffusione delle metodologie partecipative e sottolineato la
necessità che i processi di condivisone progettuale siano inseriti in una visione integrata e interdisciplinare.
E’ stato importante il contributo di partecipanti stranieri alcuni dei quali già presenti alla Conferenza di
Quito. Grazie alla collaborazione di Un Habitat il workshop sulla cooperazione internazionale ha registrato
una convergenza di opinioni da parte dei circa 70 amministratori ed esperti provenienti da città Europee,
America Latina, Africa e Asia i quali hanno confermato l’interesse a partecipare alla prossima edizione della
Biennale.

Consiglio Comunale di Parrano approva il DUP

Il Consiglio Comunale di Parrano, riunitosi il 28 luglio, ha approvato il DUP 2018/2010 con il quale si sono verificati gli equilibri del bilancio e confermati gli obbiettivi dell’amministrazione comunale.

La proposta della giunta ha avuto 9 voti favorevoli e uno contrario.

Nella stessa seduta si sono affrontati molti altri punti molto importanti per la vita economica e sociale del paese :

         

  • 1) Approvazione convenzione per la gestione in forma associata, tra i Comuni di San Venanzo e Parrano, del servizio di gestione integrata degli impianti di pubblica illuminazione e votiva, messa in sicurezza elettrica e meccanica, efficientamento con totale riconversione a LED e adeguamento alla L.R. 20/2005.
  • Alienazione a titolo oneroso dei reliquati stradali di proprietà dell’amministrazione comunale, ubicati in Loc. Spereto del comune di Parrano – Autorizzazione all’alienazione a favore dei richiedenti Gherardi Rosalba e Alessandra Perello e Fabio Antuori.
  •  (Piano regolatore generale parte STRUTTURALE), PRG.O (Piano regolatore

      generale parte OPERATIVA), variante PARZIALE TEMATICA ai sensi del comma 3

      dell’art. 32 (Varianti) della L.R. 21 gennaio 2015, n. 1 “Testo unico governo del territorio

      e materie correlate”, per l’introduzione dell’area per il depuratore.

     °Approvazione Regolamento tipo di Igiene Urbana – Allegato P9 al Piano d’Ambito per il

          servizio di  gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati.

 

      °Approvazione Regolamento tipo per l’istituzione del servizio di Ispettori ambientali –

        Allegato P15 al Piano d’Ambito per il servizio di  gestione integrata dei rifiuti urbani ed

        assimilati.

        ° Istituzione Commissione Consiliare Speciale per la Sicurezza sul Territorio.

 

         ° Istituzione Commissione Consiliare Speciale sulle tematiche socio sanitarie.

 

         °  Strategia nazionale aree interne aggiornamento e integrazione convenzione tra i comuni del territorio                              orvietano per la progettazione e attuazione della strategia d’area

         °  Autorizzazione all’acquisto rata di terreno adiacente il Cimitero di Frattaguida di proprietà della                                      della signora Silvi Antonini Daniela – F20 part 160p

                        

 

COMUNE DI PARRANO : UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE

In questo anno appena trascorso, come amministratori comunali, abbiamo dovuto affrontare molte difficoltà e tante criticità; lo abbiamo fatto con il massimo dell’impegno e del rigore nell’ottica dettata dalla nostra persistente volontà di collaborare, condividere, cooperare. E’ questo che ci distingue e ci motiva ogni giorno e su questa strada continueremo ad operare

Ogni scelta e ogni decisione è stata presa pensando al  “bene comune”: ogni professionalità che collabora con noi nel difficile compito amministrativo, i dipendenti che ogni giorno portano avanti la grande mole di lavoro ( per funzionare alla perfezione un comune dovrebbe avere un dipendente ogni 150 abitanti mentre la nostra situazione è ben al di sotto di questo standard), gli amministratori che quotidianamente si confrontano per trovare  la migliore soluzione ad un problema , tutti  si sono mossi con questo intento.

L’obbiettivo principale è far si che un piccolo Comune come Parrano riesca a sopravvivere e a cambiare il corso della sua vita.

E’ giusto lasciarlo morire? In fondo può essere un decorso naturale: da 2000 abitanti degli anni ‘50 è passato ai 500 di oggi. Come si può invertire la tendenza?  Cosa stiamo facendo?

Cerchiamo di risolvere problemi arretrati, portare avanti il quotidiano, proiettarci nel futuro che vorremo per Parrano: più servizi, valorizzazione delle risorse, più sviluppo economico senza dimenticare la funzione sociale e il diritto allo studio .

Mettere in pratica la teoria è molto più difficile che progettarla: molti sono “i fantasmi” da combatte, pochissime le risorse economiche.

Per questo ci vuole  tanta volontà, diplomazia e capacità politica.

Oggi stare ad un tavolo di lavoro allargato a 20 o 12 comuni per trovare una soluzione idonea a tutti non è semplice; oggi trovare corrispondenza all’interno di questo contesto storico-politico è di una difficoltà enorme.

Per fortuna permangono in molti la lungimiranza, l’onestà e la coerenza che grande o piccolo che sia un comune viene considerato per il valore intrinseco e l’importanza che ha per la comunità.

Dobbiamo dare atto alla Regione Umbria, ai Comuni dell’Orvietano a cominciare da Orvieto, alla Provincia di Terni e ai tanti enti che ne sono espressione di averci aiutato concretamente.

Un borgo rurale rappresenta un’unicità ma necessita di ristrutturazioni affinchè al suo interno possano vivere le persone comodamente e, fosse anche una persona sola, è doveroso dotare di servizi e impianti le case del centro storico. Da qui la scelta di destinare risorse ingenti al rifacimento della rete idrica e fognante, la costruzione del nuovo depuratore, le scelte per portare la banda larga, l’investimento significativo per la ristrutturazione del distributore, i progetti per una mobilità alternativa.

Adesso sono iniziati i lavori per il rifacimento della rete idrica e fognaria nel centro storico.

Lavori che dureranno a lungo, creeranno disagi, toccheranno tanti piccoli interessi.

Li affronteremo come sempre parlando con i cittadini, trovando le soluzioni piu intelligenti.

Per  poter sistemare il collettore di congiunzione con l’esterno, l’unico modo era passare  attraverso lo spazio libero, non occupato da case, esistente all’interno del centro storico, ovvero il piccolo muro di congiunzione tra due abitazioni. Lo abbiamo ritenuto il minor male possibile anzi abbiamo pensato a farne una risorsa, pensando di creare una passeggiata che affaccia sui boschi, che qualcuno percorrendola si trovi d’incanto dentro i caratteristici e bellissimi vicoli , casomai fioriti, del borgo.

Modernità e tradizioni è una coesistenza difficile ma quale alternativa?

Ci auspichiamo che nell’ottica di cui all’inizio, i concittadini possano comprendere l’intenzione volta al bene comune e rimaniamo sempre a disposizione per ogni chiarimento, informazione o richiesta.

Valentino Filippetti – Sindaco di Parrano

Parrano 4 luglio 2017

PUBBLICAZIONE richiesta rilascio della concessione in uso di terreni appartenenti al demanio idrico adiacenti il Fosso del Bagno nel Comune di Parrano (TR).

DIREZIONE REGIONALE GOVERNO DEL TERRITORIO E PAESAGGIO. PROTEZIONE CIVILE. INFRASTRUTTURE E MOBILITA’ SERVIZIO RISORSE IDRICHE E RISCHIO IDRAULICO OGGETTO:

Istanza inoltrata dal Comune di Parrano (TR) per il rilascio della concessione in uso di terreni appartenenti al demanio idrico adiacenti il Fosso del Bagno nel Comune di Parrano (TR).

 

L’anno duemiladiciassette (2017), il giorno diciannove (19) del mese di Maggio in Perugia,

IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO

Visto il R.D. 25.07.1904 n.523; Visto il D.Lgs. 31.03.1998, n.112; Vista la L.R. 2.3.1999 n.3; Vista la D.G.R. dell’Umbria n.925 del 01.07.2003; Vista la L.R. 13.2.2012 n.18;

RENDE NOTO

1. Che il Sig. Valentino Filippetti, in qualità di Sindaco pro-tempore del Comune di Parrano (TR), ha presentato alla Regione Umbria con prot.1785 del 17/05/2017, acquisito agli atti d’Uffico in data 18/05/2017 al n. 108948 di protocollo, l’istanza tendente ad ottenere il rilascio del parere ai fini idraulici per la concessione in uso di terreni appartenenti al demanio idrico adiacenti il Fosso del Bagno nel Comune di Parrano (TR), da destinare ad attività ricreativa;

2. che l’istanza sopra indicata è resa nota mediante l’affissione del presente avviso all’Albo Pretorio del Comune di Parrano (TR);

3. che la pubblicazione deve aver luogo per un periodo di giorni 15 (quindici) consecutivi;

4. che durante detto periodo l’istanza è consultabile presso il competente Ufficio del Comune di Parrano (TR) e del Servizio Risorse Idriche e Rischio Idraulico della Regione Umbria, sito in Piazza Partigiani n.1 – Perugia, affinché chiunque abbia interesse possa prenderne visione e presentare le eventuali opposizioni, avvertendo però che le stesse non saranno prese in considerazione se prodotte oltre il periodo su indicato;

5. che il Sindaco del Comune di Parrano (TR) è incaricato dell’affissione del presente avviso, che, trascorso il periodo prescritto, sarà restituito alla Regione Umbria munito della relazione attestante l’avvenuta pubblicazione all’albo pretorio (o del certificato di avvenuta pubblicazione), corredato delle opposizioni eventualmente presentate. 6. che il presente avviso è firmato digitalmente ai sensi del D. Lgs. 82/2005 e s.m.i. e norme collegate.

Il Dirigente del Servizio Risorse Idriche e Rischio Idraulico

Dott. Ing. Angelo VITERBO